
Nel Giardino Megalitico il ritmo non ha confini: dialogo con Consuelo Alfieri prima del concerto a Giurdignano
Ci sono luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, non per pigrizia, ma per custodire una memoria millenaria. Giurdignano, celebre per essere il Giardino Megalitico d’Italia, è uno di questi: un mosaico di dolmen e menhir che dialogano silenziosamente con il cielo e con la terra salentina. Ed è proprio qui, tra le pietre sacre e l’atmosfera sospesa della Fiera della Madonna del Rosario, che si è svolto un nuovo, indimenticabile capitolo della nostra rubrica Dialogalmente su BlogAlMente.

In foto: Consuelo Alfieri e mio figlio Elia super emozionato
A pochi minuti dal sound check, mentre le luci del palco ancora accese per i test tecnici tagliavano l'aria fresca della sera e gli strumenti trovavano l'armonia perfetta prima del concerto, ci siamo accomodati per una chiacchierata autentica, a tu per tu, con Consuelo Alfieri. Cantante, organettista, tra le voci più vibranti e amate della Notte della Taranta, Consuelo incarna quel Salento che sa guardare avanti senza mai perdere di vista le proprie radici.
La prima domanda nasce quasi spontaneamente guardandosi intorno: cosa significa per un’artista popolare esibirsi in una terra impregnata di megaliti e storia antica?Per Consuelo, salire su un palco in un contesto come quello di Giurdignano non è una semplice data in calendario, ma una vera e propria risonanza emotiva. I dolmen e i menhir, custodi di riti e preghiere ancestrali, fanno da amplificatore naturale non solo per le note, ma per le intenzioni. Suonare la pizzica in questo scenario significa riconnettersi con la matrice profonda della musica tradizionale salentina: un linguaggio nato dal lavoro della terra, dalla sofferenza, dalla guarigione rituale e dal bisogno fondamentale della comunità di ritrovarsi e ballare insieme.Il giardino di pietra diventa così metafora d'identità: solido, eterno, ma capace di vibrare al primo tocco di un tamburello.
Durante il nostro dialogo siamo andati oltre i confini locali per riflettere sul ruolo contemporaneo della musica folk. Spesso confinata al concetto di "folklore" o a fenomeno puramente nostalgico, la musica di radice dimostra oggi una forza dirompente e una vitalità cosmopolita.Come ci ha raccontato Consuelo, la musica popolare salentina – e più in generale il folk – possiede una cifra universale. I ritmi del tamburello, le battute in levare, le melodie viscerali toccano corde primordiali che non richiedono alcuna traduzione linguistica. Che ci si trovi in un piccolo comune salentino come Giurdignano o sulle piazze di un festival internazionale dall'altra parte del mondo, la reazione del pubblico è la stessa: la musica folk abbatte le barriere culturali, unisce le diversità e cura le solitudini contemporanee. È una forma di resistenza culturale che parla direttamente al cuore di chi ascolta.
Le storie più belle, però, sono quelle che superano le parole dell'intervista e prendono vita nei gesti spontanei. Nel finale del nostro incontro si è consumato un momento dolcissimo e pieno di significato: un piccolo siparietto con mio figlio Elia, un bambino che potremmo definire "pizzicato dalla nascita".Vedere un bimbo con gli occhi sgranati di gioia di fronte a un'artista che ammira è la prova tangibile che questa musica non è destinata ad estinguersi o ad arrugginirsi nei libri di storia: passa di mano in mano, di cuore in cuore, come una fiamma viva. Consuelo, con una gentilezza e una disponibilità straordinarie che ne rivelano tutta la sensibilità d'animo, si è prestata al gioco, scambiando sorrisi con Elia e regalandogli un momento indimenticabile: la firma sul suo amato tamburello.Vedere Elia stringere al petto il suo strumento autografato, con un sorriso che gli illuminava il volto, è stata la sintesi perfetta di tutta la nostra chiacchierata. La tradizione non è un museo da custodire sotto teca, ma un tamburello che passa dalle mani di un'artista a quelle di un bambino che non vede l'ora di farlo suonare.
Un enorme grazie a Consuelo Alfieri per la grande generosità con cui si è concessa alle nostre telecamere prima di regalare al pubblico di Giurdignano un concerto carico di energia e magia.Lasciamo la Fiera della Madonna del Rosario con una certezza in più: finché ci saranno voci capaci di cantare la terra con questo rispetto e bambini capaci di emozionarsi per il suono di un tamburello, il Salento continuerà a battere al ritmo del suo cuore antico.
Guarda il reel del servizio da qui: https://www.instagram.com/reel/DeEEUQpD2xg/?stkn=b3ByaXQyamduaWc3
Servizio a cura della redazione di
BlogAlMente per la rubrica Dialogalmente.