Francesco Panico, Alfieri del Lavoro: "L'impegno paga sempre. Un modello per i giovani del Sud"

Francesco Panico, Alfieri del Lavoro: "L'impegno paga sempre. Un modello per i giovani del Sud"

di Michela Zanarella

In foto: Francesco Panico dopo la consegna dell'Onorificenza

Accogliere una nomina importante dal Presidente della Repubblica non è una cosa di tutti i giorni, specialmente quando si è giovanissimi. Francesco Panico, neo nominato Alfieri del Lavoro dal Presidente Sergio Mattarella, si è raccontato ai microfoni di Blogalmente, condividendo le sue emozioni, i suoi progetti universitari e la sua visione sulle nuove generazioni e sul territorio pugliese.   

Un annuncio inaspettato e l'emozione al Quirinale

L'avventura di Francesco è iniziata con una chiamata del tutto inattesa:

"L'annuncio della notizia è arrivato in modo abbastanza inaspettato. Ci si aspetta magari delle modalità più ufficiali, invece è stata comunicata con una semplicissima telefonata da un numero del tutto normale. Mantenuta segreta fino a un paio di giorni prima della cerimonia, la consegna del riconoscimento è stata un'emozione grandissima. Trovarsi di fronte al Presidente della Repubblica è sempre forte, ma quello che mi ha stupito particolarmente è stata l'attenzione che Mattarella ha dimostrato verso noi giovani".

Incontrando contestualmente i Cavalieri del Lavoro, Francesco ha sottolineato come queste figure rappresentino un punto di riferimento fondamentale: "Persone a cui ispirarsi, che hanno fatto dell'impegno e della costanza il perno della loro vita sia personale che lavorativa".

Il percorso di studi e il sogno Ferrari

Dopo aver conseguito il diploma presso il Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Maglie, il giovane talento pugliese ha scelto di proseguire gli studi in Automotive Engineering al Politecnico di Torino. Una scelta dettata dalla sua grande passione:

"È una scelta che va in linea con quello che è sempre stato il mio sogno fin da bambino. Sono sempre stato appassionato di motorsport e in particolare di Formula 1 e della Ferrari. Il mio sogno sarebbe lavorare per la squadra di Maranello nella più ambita competizione motoristica. Crescendo si capisce cosa sia possibile e cosa no; la mia propensione per le discipline scientifiche mi ha portato a intraprendere questa strada, ma l'obiettivo resta lo stesso"

In un momento storico complesso e caratterizzato da molte incertezze giovanili, Francesco condivide appieno le riflessioni espresse dal Presidente Mattarella:

"Il ruolo di noi Alfieri può essere quello di un esempio per tutti i giovani. Dobbiamo cercare di essere un modello e mostrare loro che sognare è ancora lecito e fattibile. L'impegno, anche al giorno d'oggi, dove le certezze vengono un po' meno, può sempre portare al raggiungimento dei propri sogni e alla realizzazione personale".

Il legame con la Puglia e le potenzialità del Sud

Nonostante il trasferimento a Torino per ragioni universitarie, il legame con la sua terra d'origine rimane solido:

"La scelta universitaria è stata dettata dal fatto che la facoltà a cui ero interessato non era presente nella mia terra. Tuttavia, sono convinto che le università del Sud abbiano tutte le carte in regola per competere con quelle del Nord . A livello di qualità dei giovani del Sud, non abbiamo nulla da invidiare a chi proviene da altre parti d'Italia. Il fatto che la Puglia sia stata la regione con il maggior numero di Alfieri del Lavoro premiati (3 su 25) ne è la prova tangibile".

La redazione di Blogalmente rinnova i complimenti a Francesco Panico, augurandogli il meglio per il suo percorso accademico e professionale, con l'augurio di rivederlo presto ai vertici del settore automobilistico.



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