
La Memoria Viva dell’Italia: Incontro con il Prof. Leandro Ventura
Un viaggio in tre atti alla scoperta del patrimonio immateriale, della salvaguardia delle tradizioni e delle radici del Mezzogiorno
Speciale Intervista • Ministero della Cultura • ICPI

Con il Direttore dell'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura
Il patrimonio culturale di una nazione non si misura soltanto nella maestosità dei suoi monumenti o nella solennità delle sue opere d'arte custodite nei musei. Esiste una trama più sottile, viva e pulsante, fatta di gesti, canti, saperi artigianali, celebrazioni comunitarie e memorie orali che costituiscono l'anima identitaria dell'Italia. Per comprendere come questo patrimonio immateriale si conservi, si trasformi e dialoghi con la modernità, Dialogalmente ha incontrato il Prof. Leandro Ventura, Direttore dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) del Ministero della Cultura.
L’intervista si apre con una riflessione epistemologica ed etica sul significato profondo di "patrimonio immateriale". Nella visione del Prof. Leandro Ventura, la tutela di questa forma d'arte collettiva non può e non deve coincidere con una sua cristallizzazione museale. A differenza dei beni materiali, la cultura immateriale vive esclusivamente nel momento in cui viene praticata, tramandata e risignificata dalle comunità che ne sono custodi.
«Salvaguardare il patrimonio immateriale non significa congelarlo nel tempo né trasformarlo in un folklore di maniera», sottolinea il Direttore.
La vera sfida istituzionale risiede nell'accompagnare la naturale evoluzione delle tradizioni popolari senza snaturarne la radice storica e il valore sociale. Si tratta di un equilibrio delicato tra conservazione scientifica e dinamismo culturale, in cui le comunità locali rimangono i veri soggetti attivi della tutela. La cultura immateriale esiste solo attraverso la relazione umana: non si salvaguardano oggetti, ma il senso di appartenenza di intere comunità.
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Nel secondo atto della conversazione, l'attenzione si sposta sulle attività operative e strategiche dell'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale. L'ICPI svolge un ruolo fondamentale nella ricerca, documentazione, catalogazione e digitalizzazione delle manifestazioni culturali del Paese. Un lavoro monumentale che mira a rendere fruibile a studiosi, cittadini e nuove generazioni un patrimonio documentario d'inestimabile valore.Esempio emblematico di questa missione è la valorizzazione delle grandi figure dell'antropologia e dell'etnografia italiana. In questo solco si colloca un evento di straordinario rilievo scientifico e culturale: la mostra fotografica "La linea del Sud. Annabella Rossi. Dal Salento all'antropologia visiva".
FOCUS MOSTRA • Palazzo Marchesale di Melpignano (LE)
- Titolo: "La linea del Sud. Annabella Rossi. Dal Salento all'antropologia visiva"
- Promotori: Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) con istituzioni locali e universitarie
- Presentazione ufficiale: 24 Luglio 2026 (con la presenza sul campo della redazione di Blogalmente / Dialogalmente)
- Apertura al pubblico: Visitabile sino a Settembre 2026 (Ingresso Libero)
- Contenuti: Un percorso toccante tra fotografie, documenti d'archivio e registrazioni d'epoca che ricostruiscono il tarantismo, le religiosità popolari e la vita quotidiana del Mezzogiorno attraverso lo sguardo pionieristico di Annabella Rossi.
Presentata il 24 luglio 2026 nello splendido Palazzo Marchesale di Melpignano — evento che la nostra redazione ha seguito direttamente sul posto — la mostra offre una testimonianza visiva profonda sull'opera di Annabella Rossi, studiosa che ha saputo raccontare l'anima del Salento e del Sud Italia con rigore scientifico e immensa empatia umana.
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Il terzo e ultimo atto dell'intervista traccia una sintesi prospettica sul futuro della tutela culturale in Italia. Il Prof. Ventura rimarca come la sinergia tra le istituzioni centrali dello Stato, gli enti locali e il tessuto associativo territoriale rappresenti l'unica strada percorribile per una reale valorizzazione dei beni culturali immateriali.I borghi, i piccoli comuni e i territori storici non sono periferie della cultura, ma centri propulsori di identità e innovazione sociale. Il patrimonio immateriale si conferma così un potente driver per il turismo sostenibile, lo sviluppo sociale e la trasmissione di valori intergenerazionali. L'incontro con il Direttore dell'ICPI lascia un messaggio chiaro: custodire la memoria non significa guardare indietro, ma dotarsi degli strumenti giusti per camminare verso il futuro.
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La realizzazione di questa intervista e del reportage sul campo è stata resa possibile grazie alla preziosa collaborazione di istituzioni, associazioni e professionisti del territorio:
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