Il dovere della memoria: Primo Levi, Schindler e l’umanità messa alla prova
Ogni 27 gennaio, Giorno della Memoria, torniamo a confrontarci con una delle pagine più oscure della storia dell’umanità: la Shoah. Ma ricordare non significa semplicemente rievocare il passato. Ricordare significa assumersi una responsabilità nel presente. Anni fa scrissi che “l’Olocausto è storia”. Lo è, certamente. Ma è una storia che non può essere archiviata, perché continua a interrogarci. Oggi, in un tempo in cui l’informazione è rapida, spesso superficiale e talvolta manipolata, il rischio più grande è l’assuefazione: sapere, ma non comprendere. Ricordare, ma non sentire. È per questo che la memoria va coltivata attraverso le parole giuste, le testimonianze autentiche e le opere che sanno ancora scuoterci.
Se questo è un uomo non è solo un libro. È una soglia. Chi lo attraversa non ne esce indenne.Primo Levi non scrive per commuovere, ma per rendere comprensibile l’incomprensibile. La sua è una scrittura sobria, quasi chirurgica, che rifiuta l’enfasi proprio per restituire tutta la brutalità del sistema concentrazionario. Levi ci costringe a guardare l’essere umano spogliato di tutto: nome, dignità, identità.
“Considerate se questo è un uomo che lavora nel fango che non conosce pace che lotta per mezzo pane…”
La domanda che Levi ci pone non riguarda solo il passato. Riguarda noi. Riguarda ciò che accade quando una società accetta che alcuni esseri umani valgano meno di altri. Quando l’indifferenza diventa complicità. La forza di Levi sta nel suo rifiuto dell’odio facile. Non cerca vendetta, ma verità. E la verità, spesso, è molto più scomoda.

Nel 1993 Steven Spielberg realizza Schindler’s List – La lista di Schindler, un film che ancora oggi conserva una potenza emotiva straordinaria. Rivederlo, anche a distanza di anni, continua a colpire nel profondo.Interpretato magistralmente da Liam Neeson nel ruolo di Oscar Schindler, il film racconta una storia di ambiguità morale e di trasformazione. Schindler non è un eroe nel senso classico del termine. È un uomo comune, con i suoi interessi, le sue contraddizioni, che a un certo punto sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Il bianco e nero scelto da Spielberg non è solo una scelta estetica: è un linguaggio morale. Riduce il mondo a ciò che conta davvero, lasciando che un solo colore — il rosso del cappottino della bambina — diventi simbolo dell’innocenza perduta e della colpa collettiva. Il cinema, in questo caso, non intrattiene: educa, interroga, scuote. Ci ricorda che anche nei contesti più disumani esiste sempre una possibilità di scelta.
Rivedere La lista di Schindler oggi emoziona ancora. E questo non è scontato. In un’epoca saturata di immagini, la vera domanda è: perché alcune storie continuano a colpirci? La risposta sta nella loro autenticità. Levi e Spielberg, pur con linguaggi diversi, ci parlano della stessa cosa: la fragilità dell’uomo e la responsabilità dell’uomo verso l’altro uomo. Emozionarsi non è debolezza. È il primo passo per non diventare indifferenti. E l’indifferenza, come ci ha insegnato la storia, è terreno fertile per ogni atrocità.

Fare memoria oggi significa:
Non basta dire “mai più” se non siamo disposti a vigilare ogni giorno sulle parole che usiamo, sulle scelte che facciamo, sulle esclusioni che tolleriamo. Il Giorno della Memoria non è un rituale. È un richiamo.
L’Olocausto è storia. Ma è anche uno specchio.
Primo Levi ci ha lasciato le parole per capire. Spielberg ci ha dato le immagini per sentire. A noi resta il compito più difficile: non dimenticare e non restare neutrali. Perché la memoria non serve a guardare indietro, ma a decidere che tipo di umanità vogliamo essere, oggi.
History
La storia non è un elenco di date o di eventi conclusi. È una trama viva che continua a parlarci, a interrogarci, a metterci di fronte alle nostre responsabilità.In questa sezione di Blogalmente la storia viene letta come strumento di comprensione del presente: attraverso testimonianze, riflessioni critiche, opere letterarie e cinematografiche, analizziamo i momenti che hanno segnato l’umanità e ne esploriamo le conseguenze culturali, sociali e morali.History è uno spazio dedicato alla memoria consapevole, al valore del ricordo e alla necessità di non semplificare ciò che è stato complesso, doloroso, decisivo. Perché conoscere la storia significa imparare a riconoscere i segnali del nostro tempo e scegliere, ogni giorno, che tipo di futuro costruire.

Articolo per Blogalmente – riflessioni, pensiero critico e memoria consapevole.
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