Michela Zanarella: La poesia non ha perso il suo valore culturale, nonostante i social.

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OGGI OSPITIAMO 

MICHELA ZANARELLA

VIAGGIAMO SEMPRE OLTRE I NOSTRI ORIZZONTI


Qualche anno fa, incrociai nel mio percorso una grande poetessa, da un profilo di alto livello culturale. Ma questa sua eleganza culturale era abbinata a un umore semplice e leggiadro. Sto parlando di Michela Zanarella. Michela, è una poetessa dal profilo internazionale.  Citata anche da Wikipoesia. Con lei, abbiamo discusso, di come sia cambiata l'approccio verso la poesia nell'epoca dei social. Grazie alla sua opera "Le parole accanto".  Lei stess dichiara che: "la poesia non ha perso del tutto il suo valore culturale e sociale."

Benvenuto/a nel blog “BlogAlMente”. La ringrazio per aver accettato l’intervista, è un orgoglio averla tra le pagine del mio contenitore. 

Sono io a ringraziarti, Alessandro, per l’ospitalità nel blog. Felice di poter rispondere alle tue domande.

Michela Zanarella

D- Oggi con lei, cercheremo di rapportarci e di confrontarci con il mondo della poesia e la nuova era comunicativa, rappresentata anche dai social. Per questo motivo, le chiedo, secondo lei attualmente viviamo in un mondo dove la bellezza di una parola si è persa? 

E’una bella domanda. Penso si sia smarrito il senso delle parole e per questo spesso non riusciamo a cogliere il valore di ciò che leggiamo o scriviamo. I social sono una grande finestra sul mondo, permettono di comunicare in modo rapido superando distanze, ma bisogna saperli utilizzare con intelligenza. La poesia richiede una particolare attenzione e sensibilità, un’apertura alla purezza delle cose. Non sempre si è in grado di porsi adeguatamente verso questo genere letterario. Per fortuna c’è ancora qualcuno che sa apprezzare e mettersi in ascolto. Parlo anche di tanti giovani. Credo ci sia speranza.

D- Vogliamo dare un analogismo tra la poesia e la digital communication? Nel tempo dei social network, esiste ancora il valore culturale e sociale di una rima, di una poesia?

Secondo me la poesia non ha perso del tutto il suo valore culturale e sociale. Sono cambiati i tempi e di conseguenza anche la poesia si è dovuta adeguare ed evolvere. Sento molto spesso parlare della fine della poesia. Non sono d’accordo.  La poesia vera c’è, è rara, ma esiste. Bisogna soltanto saperla riconoscere. Forse non esiste più il ruolo dell’intellettuale, come era inteso in passato. Nel grande mare magnum dei social si trova di tutto, la mediocrità e l’ignoranza regnano sovrane. Comunque c’è del buono, e la poesia resiste.

 

D- A questo punto, senza andare troppo lontani, vorrei che ci parlasse anche delle sue pubblicazioni. Che cosa hanno rappresentato per lei? Che messaggio è riuscita a far trapelare, con i suoi versi? 

Ho pubblicato più di tredici raccolte di poesia. Ognuna ha qualcosa di particolare e rappresenta una fase del mio percorso esistenziale. Se dovessi tracciare un bilancio, direi che sono abbastanza soddisfatta, anche se avrei sicuramente valutato meglio alcune cose, prima di arrivare in libreria. Mi rendo conto che dalla prima raccolta il mio stile è completamente cambiato. “Credo” ha segnato il mio esordio nel 2006 ed è stato un libro che mi ha dato tanto, anche se ad oggi lo trovo scontato ed elementare nel contenuto. Non mi riconosco più in quel tipo di scrittura, ma è naturale che nel tempo si cambi, fortunatamente. Ci sono delle raccolte a cui mi sento più legata. ‘Meditazioni al femminile’ uscito nel 2012 è stato il libro del cambiamento, dove ho cercato di lavorare sulle emozioni attraverso gli elementi della natura. Ci sono testi molto intimi, molto femminili. “Le parole accanto” uscito nel 2017 lo considero un libro maturo, dove ho ripercorso ricordi ed affetti, oltre al legame con la mia terra. Non sono mancati gli omaggi ai poeti, quelli che mi hanno accompagnato nello studio, nella ricerca, nella conoscenza della vera poesia. Ai miei lettori in questi anni spero di aver trasmesso la bellezza della vita, il suo immenso valore, partendo dalle piccole cose.

 Parole Accanto di Michela Zanarella

D- Recentemente ha pubblicato con la tecnica del crowdfunding, la sua ultima opera, dal titolo “Le parole accanto” con la casa editrice Interno Poesia. In questa silloge entra anche nei meandri della malinconia dell’uomo, e cerca di trovare la giusta alchimia tra il pensiero e l’anima. Cosa l’ha spinta a scrivere questa silloge? 

Si, come dicevo prima “Le parole accanto” segna una maturità espressiva. E’ stato un percorso interiore molto profondo, dove ho ripercorso momenti del mio passato, dove ho attraversato luoghi, ascoltato silenzi, riscoperto sentimenti. Questa raccolta è nata con un progetto di crowdfunding, ovvero sono stati i lettori a sostenermi attraverso il loro impegno economico, prenotando in anteprima la copia del libro. E’ stata per me un’esperienza nuova, non avevo idea di come funzionasse e mi sono affidata all’editore, il giovane Andrea Cati. Il suo entusiasmo, il suo amore per la poesia, mi hanno convinto ad accettare questa sfida. Sono riuscita a raggiungere la quota per pubblicare la raccolta. Non è stato facile raccogliere 2000 euro, ma ce l’abbiamo fatta.Per la prima volta in vita mia, ho sentito il libro come qualcosa di collettivo, voluto e desiderato non solo da me, ma da tante persone che hanno creduto nella sua realizzazione.

D- Certamente. Ma le parole non sono anche lo scudo della nostra anima? 

Le parole a volte sono una sorta di protezione, qualcosa a cui ci affidiamo. La nostra anima ha molto da dire e la poesia ci aiuta sicuramente. Molto spesso arriva il silenzio. E anche il silenzio è poesia.

D- Tornando ai temi del blog, volevo chiederle, secondo lei è normale a oggi vedere i social come fonte d’espressione dei propri stati d’animo? E normale che non esterniamo con una penna o una matita e un foglio, ma lo facciamo attraverso un account social o un fake? 

Si, credo sia normale che sui social si esprimano i propri stati d’animo, alla fine è uno strumento, come lo è un foglio, o una penna. Non mi sorprendo se leggo uno status particolare di qualcuno, perché le persone cercano soltanto di liberarsi di quello che hanno interiormente, cercano comprensione. C’è tanta solitudine. Ognuno ha il proprio modo di affrontare le cose, c’è chi si sfoga su Facebook, chi utilizza un’identità diversa per sentirsi qualcuno, chi preferisce scrivere a penna sul quaderno, chi sta in silenzio.

 

D- Ci può essere futuro per la poesia in un mondo dove i valori, e la cultura di quest’ultimi, si sono ormai disintegrati?

 Voglio pensare ad un futuro luminoso sempre e comunque. Voglio credere che la poesia sia qualcosa di prezioso che resterà nel tempo, oltre le cose, oltre le persone.Secondo lei, infine, viviamo in un mondo che è ormai giunto al massimo dei suoi limiti degenerativi, in senso lato, o v’è ancora una piccola possibilità di vedere un bel cambiamento delle operazioni in vita degli uomini? 

Ripeto, sono positiva e credo che un cambiamento sia possibile. Ho fiducia nella poesia, ho fiducia nella vita e nella sua luce.

Chiudiamo l’intervista, ringraziandola per aver accettato ancora una volta il mio invito, e le chiedo: che messaggio vuole lasciare ai lettori del blog?

Ai lettori dico: Leggete ciò che vi fa stare bene e che per un attimo vi rende liberi.

  

Che messaggio troviamo in queste parole:

E' meraviglioso scoprire, tramite le parole della giornalista e poetessa Michela Zanarella, che la poesia nonostante i social, nonostante una perdita costante della cultura, in ogni suo aspetto, sia ancora in grado di offrire una visione ad immagine a occhi aperti. 

Infatti, oggettivamente, Michela a mio avviso, ci fa entrare in un linguaggio di parole che interrogano la nostra mente e ci fanno riflettere anche su ciò che usiamo oggi. Il mezzo tecnologico, forse è troppo utilizzato, soprattutto tra i giovani. 

Ma è vero anche che ci offre una grande opportunità, come dimostra la stessa Michela. 


Grazie Michela per essere stata la prima ospite ad innaugurare la sezione "Marketer Lab". 


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Alessandro Bagnato