Rivoluzione Digitale dagli inizi sino a oggi...


4 min letti
02 Apr
02Apr


Con l'insieme di queste due parole, "Rivoluzione Digitale", generalmente s'intende, come riporta Wikipedia, descrivere quel passaggio che portò l'uomo ad usare,  non solo una tecnologia meccanica ed elettronica, ma anche quella detta "digitale". Ma ci fu un evento però che diede inizio a questo viaggio inarrestabile della tecnologia. Ci fu un qualcosa che mise le basi, per il passato, il futuro, e il presente della società mondiale. Ancor di più nell'era che stiamo vivendo.

EBBE TUTTO INIZIO DA...


Il tutto ebbe inizio, quando si diede alla luce il primo messaggio, la prima comunicazione, avvenuta tra una o più persone, al di fuori del proprio "habitat". Fu un comunicato decodificato che 50 anni fa, lanciò le basi della moderna cultura della digital communication. Gli ideatori di questo meccanismo, credo, che non abbiano neanche mai immaginato che avevano realizzato un qualcosa che poteva essere in un domani, molto più vicino di quello che loro potevano realmente ipotizzare, l'incipit di una grande rivoluzione delle abitudini quotidiane dell'uomo. Ovviamente sto parlando di... ARPANET! 

Quando nacque "Arpanet", il mondo non aveva ancora progettato uno strumento che potesse garantire l'invio di un messaggio, di un testo, di una comunicazione, verso un posto che non rappresentava casa propria o il luogo del proprio ufficio. Ciò rappresentò di per sé, un evento rivoluzionario nella scala delle migliorie che l'umanità a subito sino a oggi, dal punto di vista tecnologico. 

ARPANET DIEDE INIZIO ALLA RIVOLUZIONE DIGITALE

Un inizio, che non fu, scusate il gioco di parole, inizio e fine. Un momento che costruì le basi per tutto ciò che usiamo, osserviamo e studiamo quest'oggi. Un cambiamento radicale! In un attimo solo, si è creato un arco temporale che univa, passato, presente e futuro, quel futuro, che agli occhi degli esperti, non sembra adesso non essere troppo lontano.

Cos'è cambiato da quel giorno?

Sono cambiate tante cose, da  quel primo messaggio. Principalmente però sono cambiate le abitudini degli uomini. Cambiamenti che non  hanno influito solo sulla società civile ma anche e soprattutto per coloro i quali volevano lavorare per rendere la vita degli uomini più semplice e condivisibile. Dopo quel giorno, grandi geni dell'informatica mondiale diedero luce alla nascita di: Apple, Microsoft, Google, per citarne alcuni. Ma il cambiamento non si è fermato qui. Giunge sino a noi, grazie allo sviluppo di quelle piattaforme usate da tutti che permettono la condivisione istantanea tra più persone, oltre a permettere la comunicazione immediata. Ovviamente sto parlando di: Facebook; Instagram; Tik Tok (app del momento).

Applicazioni che hanno nettamente cambiato e condizionato il modo di vivere dell'umanità sin dal giorno della loro creazione. Lo continuano a fare, nonostante la situazione di emergenza per via del Covid- 19. Sembra inarrestabile la crescita di questi fenomeni sociali. Ogni giorno, escono nuove app e nascono nuovi modi per condividere e per fare una chat da soli o in compagnia. Ad esempio, i numeri di questi giorni, ci dicono che i social sopra menzionati, sono in una piena assoluta di utilizzo e gli sviluppatori non riescono ad effettuare un controllo delle pubblicazioni inserite, per via dell'innumerevole traffico. Dirette, storie, post, pubblicate in modalità "random" e ciò la dice lunga sugli effetto reali di quel cambiamento iniziato il 29 ottobre del 1969!

Connessioni mobili

Dopo Arpanet, siamo passati ad essere una società IPERCONNESSA!

Recentemente su Rai3, durante il format "Presa Diretta", è stato mandato in onda un servizio molto curato sulle tematiche inerenti questo articolo. Un servizio che poneva le domande e le opinioni sull'uso della tecnologia e su come quest'ultima abbia subito un forte cambiamento negli ultimi 20/30 anni. Il servizio in questione, aveva come titolo "Iperconnessi". 

Di seguito, lascio la clip del servizio di modo che possa essere d'aiuto alla comprensione di questo articolo. Anche per dare la possibilità a qualcuno di vederlo, in caso l'abbiano persa!

In questo servizio si evidenziano tantissime cose che mi hanno colpito particolarmente. Una di queste è l'uso delle schede sim, ossia, le schede che teniamo nei telefonini.  Come dice lo stesso servizio, si tratta quasi di  7,8 miliardi di sottoscrizioni alla telefonia mobile contro i 7,5 miliardi di abitanti, dati su scala mondiale.  Numeri esorbitanti e in continua crescita. Un altro aspetto che ha colpito la mia attenzione è dato dal fatto che nel servizio si evidenzia come ormai siamo in preda alla ricerca costante della connessione internet e non possiamo vivere, senza aggiornare il feed di Facebook o di Instagram. Evidenzia anche come ci siano app, per tutte le categorie e per tutti i bisogni possibili. 

Perché siamo IPERCONNESSI: 

Gli studiosi e gli scienziati di questa materia, ci dicono che siamo sempre iperconnessi perché ormai è una sorta di dipendenza. Non possiamo fare a meno di stare con il cellulare in mano e non possiamo fare a meno di postare e condividere una nostra emozione. Un mondo che cerca la condivisione, che cerca il like, il mi piace, anche per non appagare la sensazione e il sentimento della solitudine. 

Ma io propongo un'altra visione!

Credo che viviamo in questo stallo, in questo mondo così vittima e carnefice delle applicazioni e della ricerca dei Pokemon con l'app Pokemon Go, semplicemente perché un terzo della popolazione mondiale crede ciecamente che la  "Rivoluzione Digitale" sia effettivamente dettata e compiuta dai social o semplicemente da uno smartphone o da un iphone. Generalmente credo che, la società è pienamente convinta che la parola "digitalizzazione", che dovrebbe essere ravvicinata a una cultura,  a una società, a un mondo veramente unito senza fili e senza cavi, sia sinonimo di "smartphone". Infatti, molto spesso, io stesso dico che: La DIGITALIZZAZIONE NON E' SMARTPHONE!

 

Questa condizione in cui viviamo, ci fa credere che l'era del digitale sia arrivata solo perché usiamo della applicazioni che facilitano il corso della nostra vita e nella maggior parte dei telefonini delle persone che consociamo o incrociamo, vediamo che nella home del device ci sono tutte le app più in voga. 

NESSUNO RIESCE A STARE SENZA!

Ma nessuno però spiega a queste persone che digitale non vuol dire come detto, usare solo queste applicazioni, ma vuol dire avere la possibilità di comunicare, di fare acquisti, di poter viaggiare, di poter studiare, mentre si è seduti davanti al proprio computer o tablet, o qualsiasi altro device di nuova generazione. Questo aspetto, in parte, lo stiamo vivendo ora. Infatti, stiamo comprendendo grazie al CoronaVirus, che esiste un modo anche per fare delle lezioni senza essere necessariamente a scuola o nella aule universitarie. Il così detto "smart working", ha permesso ha molti italiani di comprendere quale sia la bellezza del digitale. 

Ciò risiede, nel fatto che puoi stare comodamente a casa tua, e grazie all'uso di un cellulare puoi comunque gestire i tuoi interessi il tuo lavoro, in piena autonomia. Puoi fare bonifici, puoi fare delle lezioni, puoi fare ogni cosa che vuoi grazie a questo mondo che ti permette di avere tutto a portata di device. 

Spero che questo periodo, non sia un momento sporadico della nostra società, ma che possa durare nel tempo, per fare in modo che l'essenza più pura della rivoluzione digitale possa continuare a esserci per semplificare la vita di tutti noi e di coloro che verranno dopo di noi. 

Alessandro Bagnato 

 

Blogger/Copywriter   

Dott. In Filosofia e Scienze Umane

Ceo di BlogAlMente