Come usiamo la comunicazione digitale...


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08 Jun
08Jun

L'articolo che stai visualizzando e spero che andrai a leggere, è una chiara riflessione, se vogliamo anche sporadica, del momento che stiamo vivendo. Un momento dove, l'uso dei social network e della tecnologia a loro collegata, ha superato forse ogni limite, a mio avviso, di decenza umana. Un uso improprio che lega l'utilizzo di un cellulare, come se fosse sinonimo di digitalizzazione. Ma sappiamo, entrambi, che non è così!

A oggi, ogni termine che usiamo per comunicare nell'era digitale, è diventato non solo il nome di una piattaforma o applicazione, ma anche un nome proprio di persona. I termini odierni come, like, post, share, face, hanno preso il posto ai nomi tradizionali. Si tratta di un eccesso di zelo o solo di una realtà odierna?

Un recente studio americano ha evidenziato come in America sia nata una vera e propria moda, nel dare ai propri figli dei nomi non più tradizionali ma riconducibili alla terminologia legata ai social network più gettonati. Oltrettutto, qualche agenzia ha provato a stilare una classifica di questi nomi, e risulterebbe "Like", come nome di persona più gettonato. 

Pura follia umanoida! Noi umanoidi ci distinguiamo a prescindere!

Permettimi di dire però, che per quanto riguarda la nuova moda americana, ci sta solo una  frase che a mio avviso è il quadro, è il volto, di ciò che sta succendendo da quelle parti, e non solo, in questo momento:

“Il dramma della nostra epoca è che la stupidità si è messa a pensare”.

Infatti, l’uso che facciamo della tecnologia e degli applicativi ad essa annessa, è veramente sconsiderato. Ci sono stime sull’utilizzo dei social e delle varie applicazioni che vanno veramente rabbrividire. Un uso illimitato che non ci fa comprendere veramente quale sia il reale scopo di questa evoluzione digitale. 

I numeri sono impensabili e sono aumentati nel corso di questa pandemia per il Covid 19. Numeri che non si placano ma continuano ad aumentare. Ti lascio un dato, che può farti rendere idea di ciò che sto parlando. Su Whatsapp si narra di 100 miliardi al giorno di messaggi, ad esempio. Mentre il social più usato è più diffuso ora è TikTok. 

Grazie all'uso così massiccio di queste applicazioni, sono nati anche  dei corsi accademici, o corsi fatti dai professionisti del settore,  che spiegano come si possono utilizzare queste risorse e che sviluppi psicologici si riscontrano. Di modo che chi segue questi studi possa trovare un via che lo sposti dalla dipendenza dai social.

Si passano veramente tante ore a visionare il feed delle notizie sui social, perdendo di vista la realtà. Difatti, come detto, nell'opinione pubblica, il concetto stesso di digitale è molto vicino all'uso dei social e di un cellulare. Ed è vano, il mio tentativo, come quello di altri miei colleghi, nel spiegare al pubblico che: 

LA DIGITALIZZAZIONE NON E' SMARTPHONE! 

Vale dire, non è il cellulare che ci porta la digitalizzazione!

Ma come usiamo  la comunicazione digitale?

La usiamo, per fare i politologi del momento, la usiamo per essere i sociologi del momento o anche per dire qualsiasi cosa, in un paese dove l’informazione non è libera (è tutelata da diritti d'autore), ma sui social tutti possiamo dire il tutto è il contrario di tutto. Status di  un paese che si dichiara liberale, democratico è per tutti. Ma lo sappiamo che non è proprio così. 

E in termini di social invece come si evidenzia questo grande contributo?

Sono nati nel mondo, è l’Italia non va di meno, i così detti fenomeni da tastiera che si celano dietro a un pc, uno smartphone, un tablet, un iphone, e scrivano su qualsiasi argomento a una velocità considerata come un battito di ciglio. Nascono così quelli che nel gergo sono chiamati “hester” e si divertono a commentare qualsiasi tendenza del momento, presente ad esempio su Twitter, su Facebook.  

E si fa fatica a far comprendere che non si tratta di una comunicazione digitale che ha come scopo la condivisone di vita privata, di idee, di tormentoni, di false notizie, e di scellerati virtuosismi, ma ha come obiettivo quello di ridurre il tempo di invio e ricezione di una determinata comunicazione o idea.

La comunicazione digitale allora cos'è?

Spesso si confonde il concetto della comunicazione digitale con l’uso dei social, come si è scritto sin qui, pensando anche  che viviamo in  una paese digitale perché usiamo elementi di comunicazione come cellulari e come app che ci permettono di connetterci con il mondo.  Tutto questo è sbagliato e lo ribadisco in maniera ufficiale!

Digitale, significa, riuscire a comunicare e inviare documenti in tempo reale, in uno spazio che non è fisicamente presente nel luogo da dove parte la comunicazione. Significa riuscire a fare operazioni veloci in tutta comodità e sicurezza e signifca, oltrettutto, avere informazioni aggiornate in tempo reale. 

Significa anche, riduzione di tempi di attesa per consegnare un documento importante, da inviare a una pubblica amministrazione. 

Significa, fare operazioni bancarie e postali direttamente e comodamente dal tuo cellulare senza recarti in ufficio. Significa, inviare e ottenere informazioni in qualsiasi momento. 

Secondo te, quando riusciremo a comprendere la vera essenza di questa comunicazione digitale che osanniamo ma che in realtà non conosciamo?




Alessandro Bagnato 

 

Blogger/Copywriter   

Dott. In Filosofia e Scienze Umane

Ceo di BlogAlMente